IO CAMMINERÒ, TU MI SEGUIRAI

La Via Francigena e il fascino senza tempo del turismo lento.

Dalle antiche strade percorse dai pellegrini medievali fino ai moderni viaggiatori in cerca di autenticità: la Via Francigena continua a raccontare il desiderio umano di camminare, scoprire e ritrovare sé stessi.

Camminare è naturale, a volte facile, sicuramente distensivo; programmare però di farlo per molti giorni di fila, con soste non sempre comode, è molto più complicato.

Il turismo lento e sostenibile sta divenendo sempre più amato e seguito. Ammirare paesaggi e borghi senza automobili rende tutto più a misura d’uomo e godibile in ogni momento della giornata. Muoversi lungo la dolcezza delle colline, oppure osservando dall’alto la linea in movimento del mare, immergersi fra pioppeti e campi di grano, lungo i fiumi, è un modo molto emozionale di pensare una vacanza.

In Italia esistono decine di cammini che negli ultimi anni sono stati attrezzati e ripuliti, resi percorribili anche con le biciclette, ed il numero di coloro che si muovono in questo modo è sempre in forte crescita.

La via più conosciuta, quella che ha fatto da apripista all’apertura di tante altre, è sicuramente la Via Francigena, che conduce il viandante dall’estremo nord dell’Italia fino a Roma: un cammino dalla lunghissima storia, interessante da scoprire, per prendere poi spunto ed organizzare un pellegrinaggio.

la Via Francigena continua ad affascinare migliaia di viandanti

È il 990 d.C. quando il prelato Sirgerico di Canterbury deve intraprendere un viaggio verso Roma, per ricevere dal Papa Giovanni XV il pallium, simbolo della sua nomina a Vescovo.

Il lungo cammino di andata si svolge in più di due mesi, lungo quella via che rappresenta l’unica vera spina dorsale capace di unire il nord Europa a Roma.

Durante il viaggio di ritorno, Sirgerico scrive un breve ma minuzioso diario in cui elenca tutte le mansiones, i luoghi dove poter ricevere accoglienza durante il percorso: sono 79 e corrispondono, più o meno, alla durata del viaggio.

Inizia così la storia ufficiale della Via Francigena, che altro non è se non l’unione di vari tratti già esistenti, soprattutto fra Pavia e Roma, in quanto tracciata dai Longobardi. Nata inizialmente per scopi più militari che commerciali o devozionali, diviene ben presto il percorso principale per il raggiungimento di Roma e quindi per il culto delle tombe dei Santi Pietro e Paolo.

La Via Francigena si congiungeva inoltre, in alcuni snodi liguri, con il cammino verso Santiago di Compostela e successivamente con la Francigena del Sud, che raggiungeva Brindisi, il miglior luogo di imbarco verso la Terra Santa. Sarà infatti il percorso utilizzato anche durante le Crociate.

Sulla Francigena, così chiamata perché attraversava le zone più ricche e commerciali della Francia, sono passati imperatori, eserciti, re, santi, poeti e una moltitudine di genti che compivano pellegrinaggi devozionali.

Da alcuni anni, più precisamente dal 1994, designata come Cammino Europeo, con le sue 150 tappe totali dalla media di circa 20 chilometri ciascuna, è stata sistemata, attrezzata e dotata di numerosi luoghi di sosta di ogni livello, oltre ad essere messa in collegamento con i più moderni mezzi di comunicazione.

È infatti divenuta un luogo di incontro internazionale, di scambio di culture e lingue, tanto che i dati riferiti al 2025 parlano di oltre centomila pellegrini.

IL SIGNIFICATO DEL CAMMINO

Perché dunque “camminare” è diventato il simbolo del turismo lento e riflessivo?

Il primo gesto che comunica libertà nella vita di un bambino, quando si stacca dall’appoggio delle mani adulte, è proprio questo: camminare da solo, andare verso altre mete senza aiuto.

E così, per secoli, gli uomini si sono mossi a piedi: prima per necessità, vista la difficoltà di possedere mezzi di trasporto, oggi invece per ritrovare uno stretto contatto con la propria essenzialità.

Il senso profondo del cammino sta proprio nel dialogare con la propria anima, nello scoprire che il mondo vissuto da vicino è molto più variegato ed attraente di quello appena sfiorato dalla velocità.

Quando, seduti davanti ad una pieve millenaria immersa fra prati e cipressi, illuminata dalla luce sfuggente di un tramonto infuocato ed animata dal volo intrecciato delle rondini, si sorseggia la meritata bottiglietta d’acqua dimenticando suoni fastidiosi, rumori forti e voci irritanti, lasciandosi finalmente andare alla sana stanchezza che si prova dopo una lunga camminata, l’anima trova un enorme spazio libero e l’infinito si materializza in un pensiero.

Informazioni 

Per avere informazioni fondamentali sulla Via Francigena è possibile consultare il sito ufficiale:
Via Francigena – sito ufficiale

Personalmente consiglierei agli amici che vivono in Toscana di provare a percorrere anche una sola tappa: da Massa Carrara fino al confine con il Lazio, sono tutte affascinanti ed emozionali, molto ben segnalate e capaci di sorprendere, perché fanno vivere una Toscana diversa, autentica, che troppo spesso non si riesce più a gustare davvero.”       
da parte di Vera Marcolini