Andrea Daldin
DIRETTORE TECNICO LAMOLE DI LAMOLE & TENUTE SASSOR EGALE
Spesso in queste pagine dedichiamo spazio al mondo del Chianti Classico, alle Aziende ed alle Etichette, stavolta abbiamo il piacere e l’onore di ospitare nel nostro Magazine un addetto ai lavori, uno dei molti che lavora per produrre questa nostra assoluta eccellenza ma lo fa con una marcia in più riuscendo a distinguersi ed a ottenere risultati importantissimi. Andrea Daldin, Direttore tecnico di Lamole di Lamole e Tenute Sassoregale, lei è un trentino ormai toscano di adozione, potrebbe raccontarci qual è stato il percorso che l’ha condotta fin qui?
Certamente, è un piacere rispondere.
In effetti, sono originario del Trentino, una regione dove la viticoltura non è solo un’attività agricola, ma una componente intrinseca della cultura e del paesaggio, si può dire che sia proprio nel mio DNA. Questa eredità ha naturalmente
influenzato il mio percorso professionale, portandomi a un profondo interesse e rispetto per il mondo del vino.
La mia famiglia ha poi fatto il grande passo, trasferendosi in Toscana. Qui abbiamo avuto l’opportunità di acquistare un’azienda vitivinicola nella splendida zona di San Gimignano, il che ha segnato una svolta decisiva. In parallelo, ho scelto di formalizzare la mia passione intraprendendo il percorso di studi in Enologia presso l’istituto tecnico agrario con specializzazione in enologia di Siena. Questa scelta ha consolidato il mio legame con il territorio toscano e mi ha fornito le basi tecniche e scientifiche necessarie per operare in questo settore.


Mi chiede cosa mi ha portato nel Chianti Classico? Sebbene le mie origini territoriali siano legate a regioni rinomate per i vini bianchi, come il Trentino e, in parte, San Gimignano, ho sempre nutrito una profonda e incondizionata
passione per i grandi vini rossi.
L’impulso decisivo per l’arrivo in questa zona è stato, in realtà, un suggerimento di mio padre, che mi ha spinto a fare un’esperienza formativa nel Chianti Classico. L’idea iniziale era che, dopo questo periodo, sarei tornato a
lavorare nell’azienda di famiglia. Devo ammettere, però, che l’ambiente e la complessità di questo territorio vinicolo mi hanno affascinato a tal punto da farmi rimanere: di fatto, non sono più tornato indietro, e “Lamole di Lamole”
è diventato la mia “casa” professionale.
Il legame tra vino e territorio è un postulato ormai incontestabile cosa pensa del territorio di Lamole, dei suoi prodotti e del Chianti Classico in generale?
Riguardo al territorio di Lamole, la sua unicità è indiscutibile. La morfologia collinare, l’esposizione ottimale, e il fatto che sia circondato da boschi lo rendono un terroir particolarmente vocato.
È fondamentale sottolineare l’altitudine media di Lamole, che è tra le più elevate nel territorio del Chianti Classico, contribuendo a un microclima peculiare. Queste condizioni uniche si riflettono inevitabilmente nella distintività
dei suoi prodotti.
Vorrei fare un paragone:
Il territorio di Lamole, con la sua altitudine e la conformazione dei vigneti spesso terrazzati, evoca effettivamente scenari che ricordano alcune zone montane, come la Val di Cembra in Trentino, caratterizzata da pendenze significative
e una viticoltura “eroica”.
È interessante notare come queste somiglianze paesaggistiche, pur in contesti regionali molto diversi, riflettano approcci alla coltivazione che esaltano la peculiarità del terroir.
Ed infine ci parli di questa fantastica novità: la candidatura ad “Enologo migliore del mondo” che la pone nell’Olimpo dei 5 migliori Enologi del mondo!!
…parlando del Premio, sono profondamente onorato della recente candidatura a “Enologo dell’Anno” da parte di Wine Enthusiast. Questo riconoscimento non è solo un traguardo personale, ma una manifestazione di come l’incontro tra dedizione,
duro lavoro e, perché no, un pizzico di fortuna, abbia plasmato la mia carriera e quella dell’Azienda Lamole di Lamole che rappresento. Lo considero un incentivo a proseguire su questa strada di qualità e innovazione.
Vi ringrazio nuovamente per l’opportunità di condividere queste riflessioni.